Una mattina, si son svegliati, e hanno scoperto che i salari sono bassi. Anzi, peggio, che i lavoratori sono poveri.

Buongiorno belle addormentate, ci verrebbe da dire.

Noi che seguiamo economia e politica ce ne siamo accorti da più di 20 anni, che qualcosa non stava funzionando. Da quando abbiamo rinunciato alla nostra moneta sovrana, per la precisione.

Ma come: si priva la Banca d’Italia della sua funzione primaria, si adotta una moneta straniera (euro), che di fatto è un marco camuffato, che mal si sposa con le esigenze del tessuto sociale ed economico italiano, in un contesto (EU) dove la concorrenza al ribasso dei costi produttivi è tra gli stessi paesi europei, e ci meravigliamo del fenomeno dei salari che non crescono?

Ma come: ce lo hanno detto in faccia i signori Monti e Draghi, che non avendo gli strumenti monetari era indispensabile lavorare sull’abbassamento dei salari, e ora, dunque, quale sarebbe la sorpresa? Lo vediamo tutti i giorni, cosa sta succedendo, con il costo della spesa sempre più insostenibile.

Lo ricordate cosa accadde alla Scala Mobile? Lo ricordate, principesse sul pisello, che ora con boccucce indignate parlate della povertà dei lavoratori, chi firmò quell’infame accordo che privò la classe lavoratrice di un sistema di tutela del salario?

SINDACATI, CONFINDUSTRIA E GOVERNO AMATO (sostenuto da Partito Socialista, Democrazia Cristiana, Partito Liberale, Partito Socialdemocratico), furono i responsabili.

Un bel quadretto, non c’è che dire. Qualcuno lo ricordi a Landini, quello storico 31 luglio 1992, mentre la gente partiva per le vacanze estive. Un accordo che destò un’ondata di indignazione nei lavoratori.

 

 

 

Trentin viene pesantemente contestato a Firenze, il 23 è il turno della UIL a Milano, il 24 della CISL a Napoli. È impossibile concludere i comizi: fischi e grida prevalgono, dalla folla piovono bulloni. La contestazione assume una tale portata che la stampa battezza quel periodo “la stagione dei bulloni”. I dirigenti sindacali parlano protetti dal servizio d’ordine munito di scudi di plexiglass. Stampa e mass-media, insieme ai vertici sindacali e ai dirigenti del Partito Democratico della Sinistra (il precursore dell’attuale PD), promuovono una campagna che definisce i contestatori un manipolo di provocatori. L’Unità del 23 settembre titola “L’autonomia assalta Trentin, ma 150mila lo applaudono”. La realtà è che i lavoratori non solo tollerano chi lancia i bulloni, ma fanno di tutto per impedire ai dirigenti di concludere i comizi a suon di fischi. L’autonomia e i sindacati di base non giocano nessun ruolo nell’organizzazione della protesta, ma vanno a rimorchio dei lavoratori e li invitano ad uscire dalla CGIL senza poter offrire reali alternative. (rivoluzione.red)

 

 

Trent'anni fa veniva abolita la “scala mobile”. Breve storia di una grande conquista operaia – Sinistra.ch

 

E come dimenticare, quelle meravigliose immagini di non comune servilismo nei confronti di chi stava progettando e attuando i piani delle oligarchie finanziarie globaliste, quelle appunto dei capi dei sindacati in amorevoli consessi con chi era stato mandato proprio da loro per distruggerlo, questo nostro disgraziato Paese, dove ancora un sacco di gente ancora non ha capito che la famigerata austerità si traduce definitivamente in riduzione dei salari a fronte di costante aumento dell’indice dei prezzi al consumo.

 

 

 

 

 

Le retribuzioni reali sono, di fatto, ferme al palo; moderazione nella spesa pubblica (alias avanzo primario di bilancio); compressione conseguente della domanda interna al fine di raffreddare la dinamica dei prezzi e recuperare così i margini erosi dagli squilibri… (Filippo Burla, “Tornare potenza“)

 

perché

 

Abbandonando gli aggiustamenti nel tasso di cambio, ciò trasferisce al mercato del lavoro l’onere di regolare la competitività e i prezzi relativi” (Rudiger Dornbusch)

 

quindi, definitivamente

 

Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i Paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla svalutazione interna (Commissione europea)

 

cioè tradotto, al CONTENIMENTO DI PREZZI (ma quando mai) E SALARI (soprattutto).

 

E allora, di che cianciate, sindacati e politici che siete stati la causa primaria di questo scempio? A dicembre del 2024 Draghi ha sentenziato

 

Il modello tanto export e salari bassi non è più sostenibile”

 

Ma giura. Sono anni che lo diciamo. Sono anni che lanciamo allarmi. E oggi ci tocca, tra una sonatina e un comizio, assistere al consueto teatrino del 1° maggio, dove sindacati e cantanti ci danno lezioni su come si governano un popolo e la sua economia.

 

Basta, siamo stufi della favole. Chi ci governa, agisca e si prenda la responsabilità di cambiare totalmente la strada tracciata da chi non ama affatto il popolo italiano. O, altrimenti, insieme a tutti gli ipocriti che riempiono i talk show di questi giorni, con i loro ditini puntati e la loro ridicola prosopopea, cambino lavoro.

 

Ne parliamo tra di noi, al Bar di don Chisciotte. Buona visione!